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Benevento, Auteri e la leggenda del 10 VS 11

12 Ottobre 2015 | by Domenico Passaro
Benevento, Auteri e la leggenda del 10 VS 11
1^ Squadra
0

Prima Mattera e, poi Mucciante. Ancora una volta, contro il Monopoli, la strada è subito in salita per il Benevento che rischia di pagare a caro prezzo l’ingenuità di un singolo.

L’ex Casertana è da thriller al “Valerio”, lascia i suoi in dieci e con un rigore in eredità, un autentico suicidio. Vada per buono il fallo proprio al limite che per qualcuno c’è, altri no, ma alla base c’è un triplice errore del difensore 31enne ancora una volta in difficoltà. Contro il Monopoli c’è Mucciante che parte anche benino e colpisce per personalità. Discutibile la prima ammonizione, così come la direzione arbitrale del Sig. Fiorini di Frosinone, ma con un giallo già sul groppone, il secondo fallo a tergo è un’autentica autocondanna. L’arbitro ci vede poco e ci va di sotto il povero Del Pinto, tutto sommato al Benevento andrebbe anche bene, finché l’ex Matera non viene invitato a consegnarsi.

Il registro sembrerebbe lo stesso, ma stavolta i 10 hanno fatto la differenza, salvando quello che prima degli altri è andato a farsi la doccia. Mattera da rivedere, sembra quasi che la maglia giallorossa pesi una tonnellata per lui. Il difensore che è arrivato da Caserta aveva già apparecchiato l’antipasto nella gara di TIM Cup col Tuttocuoio. Mucciante si conferma uno dei giocatori più fallosi della categoria, ma 14′ sono pochi per valutare.

Preoccupa, però, la tenuta nervosa della squadra, alla quarta espulsione in 7 gare ufficiali. Manca poco che i cartellini rossi superino i gol realizzati. Doppietta per Mattera e prima stagionale per il collega pescarese che si vanno ad aggiungere all’espulsione di Cissé nel convulso finale di Benevento-Messina, nel recupero della prima giornata.

A Benevento sembravano quasi volerci prendere gusto: dal 6 dicembre 2014 (Benevento-Matera 3-3) Auteri era considerato una sorta di maestro del calcio 10 VS 11. Qualcuno insegna che si giochi anche meglio, ma qui sembra quasi che lo si voglia assumere come un dogma del pallone ed, invece, pare solo una “grande palla”. Alla base dell’inferiorità numerica c’è solo il contraccolpo psicologico, a volte ti taglia le gambe, altre ti fa girare a mille, perché ognuno deve lavorare per uno ed un decimo.

Stavolta ci siamo divertiti con il 4-2-3, ma cerchiamo di toglierci il vizietto…


Pubblicato il:12 Ottobre 2015 alle 3:53 pm

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