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Lega Pro C, Benevento pazzo, il Catania un razzo mentre il Foggia al Lecce gli fa il mazzo… da poker. Il punto sulla sesta giornata

12 Ottobre 2015 | by Domenico Passaro
Lega Pro C, Benevento pazzo, il Catania un razzo mentre il Foggia al Lecce gli fa il mazzo… da poker. Il punto sulla sesta giornata
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Campionato livellato o semplicemente un girone mediocre? Se ne discute in questo avvio di stagione che ha riservato diverse sorprese e che sforna già qualche delusione. La sesta giornata è un concentrato di divertimento ed euforia per F. Andria, Cosenza, Foggia e Benevento, ma una condanna per Lecce e Juve Stabia.

La Casertana perde il primato in classifica per un secondo tempo davvero sotto tono a Cosenza. I Lupi divorano i Falchetti nella ripresa, dopo un avvio abbastanza incoraggiante degli uomini di Romaniello. Non sempre, però, l’1 a 0 può bastare e non sempre Gragnaniello può metterci una pezza. Limiti di una squadra che sino ad oggi si è troppo cullata sul proprio cinismo. Una giornata storta, anzi, un tempo storto per i rossoblu che ora sono chiamati alla prova più dura, ovvero rialzarsi subito per dimostrare che il positivo avvio non è solo una parentesi. La Casertana vuol essere davvero lì? Romaniello butta le mani avanti e dice aver sempre parlato di una salvezza tranquilla. Si nasconde dietro ad un dito, ma ora c’è il Catania, anche se ancora non c’è uno stadio. Il paradosso di una squadra sulla quale nessuno sembra puntarci, nemmeno la Casertana stessa.

I campani scivolano al secondo posto e lasciano la vetta alla F. Andria che continua a sorprendere: ne rifila due all’Akragas, che riprende dagli ultimi 20 minuti di mercoledì con il Monopoli: black-out. Forse, pesano sulle gambe le tre gare in sette giorni. La squadra di D’Angelo, invece, diverte e convince per gioco e condizione atletica. Vince o perde, non ci sono mezze misure, il riflesso di una squadra che punta sempre a giocarsela. Alla lunga potrebbe pagare, ma per questo resta la squadra più divertente del girone, trascinata da uno Strambelli semplicemente F-O-R-M-I-D-A-B-I-L-E. Un singolo che merita nota singola: a 27 anni è arrivata l’occasione da cogliere al volo. Un piacere vederlo giocare perché delizia in terza serie con colpi da Serie A: passaggi no-look, colpi di tacco ed un sinistro che è la specialità della casa. Bombardiere dai 25 metri, quando lo vedono, i portieri si scansano…

Il Benevento resta col fiato sul collo alla prima e si riprende dal pesante KO di Melfi: i giallorossi rischiano sin da subito di compromettere la propria gara e come al “Valerio” restano in 10. Stavolta, però, la reazione della squadra di Auteri è quella giusta: mentalità e carattere sopperiscono all’uomo in meno contro un Monopoli che si gioca male le proprie carte e che non sfrutta a dovere il vantaggio numerico in campo. Ancora una volta, come ad Andria, la vittoria viene acciuffata all’ultimo respiro e decisivo, ancora una volta, è un subentrato dalla panchina. C’è tutto: grinta, corsa e lettura perfetta della partita. Sulle note di Melfi, ma il rovescio di Melfi. Va bene vincerle anche al 93′, ma fare come tutti gli altri no? Resta da colmare qualche lacuna, specie sulla tensione dei nervi ma, soprattutto, mancano i gol degli attaccanti, quelli che ancora non incidono in questa squadra.

Il primato sarebbe del Catania: 14 punti in 6 gare, ma sono 5 in classifica. Nonostante la pesante penalizzazione di 9 punti, la sensazione è che a breve i rossoazzurri si presenteranno ai piani alti, ma resta da capire con quanta benzina. Contro il Catanzaro è Game-Over già dopo il primo tempo. Pancaro li deve solo mettere in campo, il resto lo fanno loro, ma si conferma grande motivatore. Non è semplice gestire un gruppo del genere e lui lo sta facendo alla perfezione con la pressione di un ambiente che merita quanto prima palcoscenici prestigiosi. D’altra parte, Catanzaro che è davvero poca roba. 7 giorni canonici per D’Urso, ma la dirigenza ha già preso qualche numero di telefono. Ai giallorossi, però, manca soprattutto la qualità e più che un allenatore ci vorrebbe un mago. Come detto, per la salvezza non resta che limitare i danni sino a gennaio e cercare di mettere a posto qualcosina con il mercato invernale.

Il Foggia è tornato, asfalta 4 a 0 il Lecce e condanna Antonino Asta nella giornata che è stata fatale per 2 allenatori (saltata anche la panchina di Castellammare). L’ex allenatore del Monza, in realtà, aveva le ore contate già da tempo. Non ha lasciato un’impronta ai giallorossi, scarichi e senza un’identità. 3 pareggi di fila il giusto marchio di una squadra sempre nel mezzo. Arriverà Braglia, chiamato a dare la scossa ad una squadra apatica. D’altra parte la Ferrari fa da 0 a 100 in poco, grazie anche alla strada lasciata spianata dagli avversari. Sembra di rivedere la squadra dello scorso anno, divertente e frizzante in avanti. Reparti finalmente uniti ed un tridente offensivo che sforna palle gol. Solo un sussulto o i Satanelli si son svegliati?

La Lupa Castelli romani centra la prima storica vittoria tra i professionisti, per la Paganese nessun dramma. Il Melfi parte per le trasferte sempre con le brutte copie, ma ad Ischia quest’anno è davvero difficile giocare. La squadra di Bitetto riesce a vincere anche senza Fall, Kanoute e Mancino. Senza il tridente è il centrocampo a far la differenza. Prima vittoria stagionale per il Martina Franca, ma su un campo di patate. 2 a 0 fatale per Ciullo, ma con quattro spiccioli la Juve Stabia ha difficoltà a convincere qualcuno. Loro dicono che i tecnici sparano alto e gli allenatori dicono che loro offrono poco, chi arriverà?

Oltre al Catania, c’è un’altra sola imbattuta, ancora una siciliana, ovvero il Messina. Alzi la mano chi il 20 settembre avrebbe pronosticato la casella delle sconfitte vuota per i giallorossi. Poco da dire, o meglio, bisognerebbe solo sfogliare le pagine delle passate giornate perché il Messina è sempre quello, organizzato e solido. In avanti c’è sempre qualcuno pronto ad avventarsi come un falco alla minima sbavatura, mentre la meticolosa preparazione delle partite permette di annullare il gioco avversario. Arturo Di Napoli grande stratega. Al Matera, invece, non basta il cambio d’allenatore. Dopo l’addio di Auteri, Columella ha solo pensato a portar un grande nome, considerandone scarsamente l’adattabilità. Via Dionigi, ancora lo stesso errore, arriva Padalino, ma la sostanza non cambia. Lui è nuovo e bisogna dargli tempo. Sbagliare è umano, ma perseverare…

La Fidelis diverte, il Benevento ritorna e la Casertana deve fare una scelta. Qualcuno non convince, altri salgono alla ribalta. La sesta giornata costa due panchine e ne mette in discussione un altro paio. Il quesito è sempre quello: guardare in alto e dare una risposta.

 

 


Pubblicato il:12 Ottobre 2015 alle 8:33 pm

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