Sembra una stagione maledetta per il Benevento, dove a smorzare un primo accenno di gioia arriva una notizia che con il club sannita poco c’entra, ma che in qualche modo incentiva un nuovo tasso d’ansia. Stando a quanto si legge in una nota del gip Giulio Fanales e riportata da varie agenzie di stampa il denaro incassato con una serie di reati di natura fiscale sarebbe stato riciclato e utilizzato tra il 2015 ed il 2017 dal vicepresidente onorario del Foggia Ruggiero Massimo Curci “per il pagamento in nero degli stipendi di calciatori e allenatori”. 

Su degli appunti rinvenuti dagli investigatori vi sarebbe un elenco di sportivi tesserati con il Foggia, per ciascuno dei sarebbe indicato l’importo di denaro consegnato. In totale sarebbero 12 i beneficiari – come riportato da varie testate –  tra cui anche l’attuale tecnico del Benevento, Roberto De Zerbi, – che ha allenato il Foggia tra il 2014 e il 2016 -, il suo vice e l’attuale attaccante del Benevento. 8 giocatori ed ex – Enrico Guarna (avrebbe ricevuto 13.500 euro), Roberto Floriano (25mila), Alan Empereur (50mila), Pietro Arcidiacono (20mila), Cosimo Chiricò (due dazioni in nero, 15mila più 3.477), Vincenzo Sarno (14.055), Antonio Junior Vacca (24.568) e Pietro Iemmello con 24.568) – l’ex vice allenatore Davide Possanzini (15.049) e i procuratori di Guarna (6mila) e di Empereur (7.500). Scrive Repubblica che “tutti i giocatori sentiti e anche De Zerbi (che ha risposto con un “no comment” a chi lo ha interpellato) hanno negato di aver preso soldi in nero. Ma nessuno, sostiene ancora il giudice, è stato “in grado di fornire alcun tipo di spiegazione di fronte agli appunti” trovati al fratello di Curci”.

La prima replica ufficiale è stata quella del Foggia con una breve nota sul sito del club: “Il Foggia Calcio avendo appreso da notizie di stampa dell’arresto dell’ex socio sig. Massimo Curci, nel ribadire la propria completa estraneità alle vicende giudiziarie che lo riguardano, precisa che lo stesso non riveste alcuna carica all’interno dell’organigramma societario e che la menzione dello stesso quale vicepresidente onorario ha valore meramente simbolico in virtù del ruolo avuto nel passato”.

Una notizia che sarebbe stata  appresa solo dalla stampa anche dai citati in un pezzo di carta trasmesso con una fotografia, compreso lo stesso allenatore del Benevento, Roberto De Zerbi, che attraverso il suo legale dice di aver “appreso con stupore dell’esistenza di tali vicende riguardanti la propria persona direttamente dalle citate fonti giornalistiche, non essendo mai stato ascoltato dagli inquirenti, né in qualità di persona informata dei fatti, né in nessun’altra veste”. La precisazione è arrivata tramite una nota del legale del tecnico, l’avvocato Marcello D’Onofrio:

“Scrivo la presente in nome e nell’interesse del sig. Roberto De Zerbi, presso il mio studio elettivamente domiciliato ai fini della presente, per contestare il contenuto delle affermazioni riprese in questi giorni da taluni organi di stampa, secondo le quali il mio assistito, ai tempi in cui risultava tesserato del club Foggia Calcio, avrebbe percepito compensi in forma non ufficiale. A tal uopo, significo che il sig. De Zerbi ha appreso con stupore dell’esistenza di tali vicende riguardanti la propria persona direttamente dalle citate fonti giornalistiche, non essendo mai stato ascoltato dagli inquirenti, né in qualità di persona informata dei fatti, né in nessun’altra veste. Tengo comunque a rimarcare la sua assoluta estraneità rispetto a fatti contestati, avendo egli ricevuto ogni forma di elargizione retributiva in forma ufficiale, attraverso regolare bonifico bancario. Pertanto ogni tentativo di infangare il buon nome e la reputazione del sig. De Zerbi sarà fermamente opposto e perseguito in ogni sede”. 

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