breaking news

Benevento, Bucchi: “Le critiche fanno parte del gioco. Vogliamo trasformare i fischi in nuovi applausi”

29 novembre 2018 | by Domenico Passaro
Benevento, Bucchi: “Le critiche fanno parte del gioco. Vogliamo trasformare i fischi in nuovi applausi”
Benevento calcio
0

Ritrovato successo e serenità, il Benevento coltiva l’ambizione di interrompere un’altra serie positiva, la striscia attuale migliore del torneo del Palermo imbattuto con Roberto Stellone. Verso la Sicilia ancora in emergenza, al termine della rifinitura ha parlato in conferenza stampa il tecnico, Cristian Bucchi:

“La vittoria ti dà la possibilità di approcciare al lavoro con entusiasmo. – ha esordito il tecnico giallorosso – Da domenica però abbiamo riversato subito le attenzioni sulla prossima gara contro una squadra che è meritatamente prima in classifica. Purtroppo ci perseguitano gli infortuni e facciamo anche un po’ fatica”.

Si sono fermati anche Improta ed Insigne. Contro i rosanero, al netto anche delle assenze, si andrà verso la riconferma del 3-5-2: “Improta si è fermato per una forte ginocchiata nel corso della partita. – ha comunicato Bucchi – Insigne si è fermato nel corso dell’amichevole con l’Under17 ed ha preso un colpo sul polpaccio. Ha provato a recuperare ma sente dolore. Abbiamo recuperato Maggio, che ha avuto comunque una distorsione nella giornata di ieri.

Per la Coppa Italia spero di recuperare qualche altro giocatore senza correre rischi. Spesso gli acciaccati fanno di tutto per esserci e questo lo sto apprezzando. Mi auguro per la prossima di riavere Costa, Del Pinto. Vedremo”.

Tatticamente la polivalenza dei giocatori ci permette di coprire il campo in maniera diversa. Da 3-5-2 possiamo passare in campo anche 4-3-3. Al di là degli schemi, dobbiamo essere capaci anche di soffrire e rimanere compatti. La nostra qualità migliore è stata quella di aver fatto sempre gol. Dobbiamo esser bravi ad attaccare in modo sempre diverso, al tempo stesso raggiungere l’equilibrio”.

Su Coda: “Sulla sua crescita c’è poco del mister, se non il dirgli la verità. Ha fatto sette gol e come minimo poteva arrivare in doppia cifra. Questo ci dà la sua dimensione. Ha bisogno di fiducia, quella che noi gli abbiamo sempre riconosciuto, ma al tempo stesso non posso tirarmi indietro nel dire che ha potenzialità per fare molto di più. E’ un giocatore completo e se prendo i suoi numeri non mi accontento. Fatto gol, deve pensare alla doppietta o la tripletta. A volte di appaga, perché è il suo modo di essere. Noi siamo qui per ricordagli questo. In questo lo vedo cresciuto, ma è farina del suo sacco”.

La vittoria con il Perugia può essere un nuovo inizio verso un test di forza con la capolista: “Venivamo da un brutto risultato – ha analizzato il tecnico – E’ normale che durante la gara un tecnico viva mille situazioni, ma dovendo mantenere la giusta freddezza, poi sabato avevo bisogno anche io di scaricare un po’ di adrenalina. Bisogna essere più compatti e concreti, a volte non è possibile esprimere quello che l’allenatore vorrebbe tra infortuni ed impegni ravvicinati. Siamo una squadra allestita per arrivare fino in fondo, ma non dobbiamo vincere prima di giocare una partita, ma dobbiamo meritare i risultati. Questa partita potrà darci un’ulteriore risposta.

Nel corso della mia carriera ho avuto le ultime tre esperienze completamente diverse. Il grandissimo entusiasmo che abbiamo trovato quest’estate è carico di ambizione. Ho sempre detto che accettiamo le critiche e mettendoci la faccia. Questo può tramutarsi in fischi, ma dobbiamo accettarli. Come allenatore dico che non siamo bravi solo quando vinciamo ed io difenderò sempre la mia squadra, perché vedo come lavora durante la settimana. E’ normale che l’aspettative alzano il giudizio, come per altre squadre importanti del torneo. Il nostro equilibrio all’interno però non può essere alterato solo dai risultati, dobbiamo usare molto di più la testa che ci porterà alla fine a raggiungere il nostro obiettivo. Abbiamo cambiato una squadra quasi per intero, convinto giocatori a restare e cambiato staff. Dobbiamo darci del tempo e le persone intelligenti capiscono poi come comportarsi in certi momenti. E’ inutile che mi fisso in una maniera di giocare, perché non è sempre possibile. Questo è il mio mestiere, i fischi me li prendo così come mi auguro di riconquistare nelle prossime partite qualcosa di perso per un momento. Fa parte del calcio. Esulto perché ho voglia di vedere la mia squadra vincere”.


Pubblicato il:29 novembre 2018 alle 12:39 pm

Comments are closed.