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Benevento, Bucchi: “Io come Rocky Balboa. Noi più avvelenati dell’Ascoli”

29 Marzo 2019 | by Domenico Passaro
Benevento, Bucchi: “Io come Rocky Balboa. Noi più avvelenati dell’Ascoli”
Benevento calcio
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Due settimane per ricaricare le batterie, soprattutto mentali, per preparare un prezioso rush finale di campionato con 27 punti ancora in palio che modelleranno la graduatoria. Alla vigilia della trasferta di Ascoli in conferenza stampa il tecnico del Benevento, Cristian Bucchi:

“E’ un Benevento carichissimo. – ha detto l’allenatore – L’Ascoli è voglioso di riscatto, ma anche noi siamo avvelenati. Loro hanno perso una partita, noi tre e dobbiamo riscattarci”.

Il tecnico esorta la squadra a ritrovare le vecchie certezze, senza stravolgimenti nonostante gli ultimi tre KO consecutivi: “Più che cambiare modulo dobbiamo cambiare atteggiamento. – ha analizzato – Va fatto soprattutto negli episodi e nella capacità di reagire agli episodi negativi. Possono esserci errori nel corso di una partita, una squadra forte sa reagire a certe situazioni. E’ arrivato il momento di dimostrare che siamo una squadra forte, lasciamo stare i moduli”.

Possibili scelte e nuove risorse: “Fino ad oggi ci sono giocatori di qualità che hanno giocato meno. C’è più di un motivo, per fare un gioco offensivo c’è bisogno anche di una condizione fisica ottimale. Armenteros, ad esempio, è arrivato dopo due mesi e mezzo di inattività. Asencio da gennaio non è mai riuscito purtroppo a lavorare per una settimana intera e lui per struttura ha bisogno di continuità. Nicolas Viola ha avuto un infortunio e anche lui ha bisogno di continuità. Queste cose sono successe a campionato in corso e non è semplice inserire e recuperare in certe fasi. Sono giocatori che in questo sprint finale dovranno darci quel qualcosa in più. E’ arrivato il momento che chi ha qualità la metta a servizio della squadra”. 

Sul centrocampo e gli equilibri soprattutto in questa zona del campo: “Quando abbiamo avuto la possibilità di schierare giocatori con continuità la difesa è stata la nostra arma vincente. Poi ci sono state delle defezioni, anche all’ultimo secondo e quando devi ritrovare degli equilibri fai fatica. Lo stesso discorso vale per il centrocampo. A Livorno abbiamo fatto una brutta gara, ma abbiamo preso gol su due palle inattive, Cremona in ripartenza ecc. Non abbiamo sofferto poi così tanto, ma è pur vero che abbiamo subito lo stesso dei gol evitabili. Ritrovare una buona condizione in questo periodo era fondamentale perché ci saranno tante gare. C’è bisogno e ci sarà spazio per tutti. Siamo in un momento decisivo del campionato, chi mi deluderà per atteggiamento non scenderà più in campo perché ora è troppo importante”. 

Sulle individualità e lo spirito del gruppo: “Nel bene o nel male si costruisce insieme. Anche il rigore sbagliato da Coda non è solo di Coda. Insigne gli ha dato la palla, è stata una cooresponsabilità. Se la sentiva lui e va bene così”. 

Il tecnico svela una mossa a centrocampo: “Domani gioca Del Pinto. Nessuno finisce nel dimenticatoio, solo che ci sono tanti giocatori e ci sono dei momenti nell’arco di un campionato dove bisogna fare delle scelte, lasciando qualcuno di valore in panchina. E’ un giocatore dentro e fuori dal campo fondamentale per noi. Ho voglia di vedere l’anima e scelgo lui per questo, non voglio solo guerra ma anche pulire la gara”. 

Sull’Ascoli: “E’ una partita che si deciderà nei primi 20 minuti. Chi scenderà con più voglia e grinta in campo potrà portarla a casa. Mi aspetto un avversario che vorrà metterla sul piano agonistico, ma ci vorrà anche la qualità”.

Gli interventi in questi giorni del presidente sulla lettura del momento, predicando calma e serenità: “L’allenatore deve trasmettere serenità al gruppo, ma lo si fa in tanti modi. Se un allenatore negli spogliatoi si arrabbia lo fa per trasmettere qualcosa alla squadra. Si può prendere anche spunto dalle critiche esterne, poi sta a noi capire cosa fare per migliorare. Cerco la serenità per questa squadra, io non ho ansia.

Quando si leggono le cose a caldo spesso si esagera nel bene e nel male, nella carriera ne ho vissuti tanti di questi momenti. I tifosi voglio esultare e cantare con la loro squadra ed è normale non essere contenti quando non accade. Noi facciamo questo mestiere e dobbiamo essere bravi ad incassare, un allenatore deve essere come Rocky Balboa. Un allenatore deve essere bravo a subire critiche anche quando le ritiene ingiuste. Ci sono una marea di pressioni, ma ne ero consapevole. Le critiche me le prendo tutte, ma so qual è il percorso e so che ci saranno delle partite inspiegabilmente brutte e l’ho messo in conto. Siamo sereni e sappiamo che è il nostro percorso. Un allenatore dopo una sconfitta è più a pezzi di tutti ed aspetta solo di tornare in campo. Immaginate anche i sentimenti di chi investe, chi gestisce e chi allena. C’è la serenità e la sicurezza che stiamo costruendo qualcosa di positivo. Il presidente ha parlato chiaro di un progetto a lungo termine, nella speranza di accorciare i termini e questo sarebbe veramente bello”.


Pubblicato il:29 Marzo 2019 alle 12:56 pm

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