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Benevento, Bucchi: “Vincere ad ogni costo. Dobbiamo giocarci la Serie A”

25 Aprile 2019 | by Domenico Passaro
Benevento, Bucchi: “Vincere ad ogni costo. Dobbiamo giocarci la Serie A”
Benevento calcio
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Una settimana corta in casa giallorossa, ormai già alla vigilia dell’appuntamento in casa che aprirà domani sera con il Cosenza la 35^ giornata di campionato. All’impegno le due squadre ci arrivano con i migliori presupposti mentali e di condizione. La squadra di Braglia ha ormai centrato in anticipo il proprio obiettivo e magari è solleticato dall’idea di agguantare addirittura la griglia Play Off. Benevento reduce dal successo di spessore di Verona, forse con qualche rimpianto, con una posizione da blindare e magari anche qualche flebile speranza per il secondo posto.

Ne ha parlato in conferenza il tecnico, Cristian Bucchi, sereno e soddisfatto del momento: “Queste sono le partite più complicate.ha detto il tecnico – Hanno raggiunto l’obiettivo ed hanno anche qualche speranza. Se non avessero avuto quella prima partita saltata, magari sarebbero nei Play Off ed è allenata da un bravo tecnico. Una squadra che rispettiamo e che ha tutte le carte per fare bene”.

Sulle condizioni della squadra: “Gori si è allenato a parte in via precauzionale. Oggi credo che Costa ed Asencio rientreranno in gruppo. L’unico leggermente indietro è Tuia che tornerà tra la prossima settimana e quella successiva. Dopo il calvario di inizio anno dobbiamo essere cauti nel suo percorso”.

Sul Cosenza: “Hanno un’ottima fase difensiva e sono bravi in transizione e contropiede. Sono tutti pericoli, specie per squadre come noi che vogliono fare la partita. Dovremo essere bravi ed avere anche pazienza. Sarà una bella partita tra due squadre che proveranno a vincerla, noi dobbiamo centrare il successo a tutti i costi”.

Scelte ed abbondanza: “Sicuramente è un bene che in questo momento ci siano giocatori che scalpitano. Va bene così, anzi ci sono tante partite ravvicinate e questo fa sì che molti vengano chiamati in causa. Avrei firmato per arrivare a questa condizione generale a questo punto della stagione. E’ stato un percorso tortuoso per mille motivi, condito anche da qualche errore. Non ho una panchina, ci sono titolari a tutti gli effetti. Ci sono calciatori che meriterebbero di giocare, ma questo è il mestiere dell’allenatore. Mi dispiace, ma quando c’è un bene comune credo che tutto questo lo renda più facile”.

Sulle scelte lascia la porta aperta a qualche cambio: “Può darsi che ne faccia un paio”.

Sull’attacco ed il binomio Armenteros-Coda: “Samuel è un attaccante atipico, a volte è un po’ “selvaggio” nel suo essere. Non bisogna incastrare dei giocatori, anzi ci dispiace averlo avuto tardi. Credo ne abbia giovato Coda, era quello che volevo da gennaio. Da Armenteros ci aspettiamo che concluda di più. A volte bada più alla spettacolarità del colpo che alla concretezza, ma bisogna anche un po’ stringere. Definire la nostra panchina tale, è un peccato, se guardiamo chi c’è in ogni ruolo”.

L’entusiasmo acceso dell’ambiente: “Può contare tanto. C’è tanta passione, che nei momenti difficili però può trasformarsi in eccessiva criticità. Questo, però, è un percorso. Non abbiamo mai perso fiducia in noi stessi ed abbiamo pensato a trasformare le critiche in voglia. Siamo nei Play Off e dobbiamo giocarci la serie A. Ce la giocheremo così, all’attacco e con il messaggio di tanta voglia in qualsiasi strada”.

Sulla giornata: “Per noi è una gara importante, il Cosenza va affrontato con rispetto e determinazione. Questo ci da la forza di guardare avanti con ottimismo. Questo è un campionato strano, pensavamo la scorsa fosse la giornata dell’aggancio del Palermo ed invece… Nulla è scontato, ora non dobbiamo buttar via nulla. Questo ci dà la forza di puntare solo su noi stessi”.

Il segnale di Verona, Viola che lascia la palla dal dischetto a Coda: “Questo è lo spirito giusto e non può che far piacere. C’è voglia di fare qualcosa di bene insieme”.

Intesa e compattezza nello spogliatoio: “Questo gruppo è stato sempre compatto, ma c’è sempre un vivere le situazioni. Quello che ci ha portato ad essere questi è semplicemente il tempo. Nel capire le leadership di Maggio che non è fatta di pugni e voce alta, di Viola che è stato fuori un periodo. C’è Del Pinto, che magari qualcuno prima non conosceva. Questi aspetti fanno parte di un percorso. Mi aspettavo tutto questo e speravo di arrivare così a questo punto”.


Pubblicato il:25 Aprile 2019 alle 12:56 pm

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