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Benevento, è storia! Tris al Lecce ed il sogno diventa realtà. La Strega vola in B

30 Aprile 2016 | by Domenico Passaro

Il “Vigorito” è impreziosito con una cornice di 18000 spettatori, tutti col cuore in gola per 90 minuti che preannunciano emozioni. L’intero popolo sannita pronto a sorreggere Lucioni e compagni in quella che potrebbe essere un’autentica impresa. Il Benevento è ad un punto dalla storia e l’obiettivo è quello di completare l’ultimo passo della cavalcata proprio contro l’inseguitrice Lecce. Contro la formazione salentina la voglia anche di riscattare la bruciante sconfitta della gara d’andata che ha ancora lasciato il dente avvelenato. Lo stadio è una bolgia, pronta ad esplodere al sussulto. Primo championship-point per la Strega, ultima chiamata per il Lecce.

L’espulsione del “Tursi” costa il match più importante della stagione a Walter Lopez. Per sostituire l’uruguaiano, Gaetano Auteri non rischia Mazzarani dal primo minuto e punta sull’affidabilità di Pezzi, dirottandolo sull’out mancino con conseguente inserimento di Padella per completare il pacchetto dei tre centrali con Lucioni e Mattera. La “magia” di questa settimana ha rinvigorito l’intera rosa, il miglior farmaco per qualche acciacco che non poteva fermare Melara e Cissè. Il vice-capitano si riprende la sua corsia, mentre la punta guineana torna al centro dell’attacco con Mazzeo e Ciciretti ai lati del tridente.

In casa Lecce, non c’è Braglia in panchina (squalificato), al suo posto il secondo Isetto. Il tecnico deve fare a meno dello squalificato Cosenza, con inserimento di Camisa al centro della difesa. I salentini si schierano in campo a specchio rispetto al 3-4-3 di Auteri, nel tentativo di giocarsela proprio alla pari. A centrocampo non si rischia Salvi dal primo minuto, con De Feudis in mezzo con Papini. In attacco, Caturano è preferito a Moscardelli, che parte dalla panchina. Ai lati della punta ex Melfi ci sono Curiale e Surraco.

L’adrenalina e la carica agonistica schizzano alle stelle: il Benevento corre un grandissimo rischio giaà al secondo minuto con gli ospiti vicinissimi al vantaggio. De Feudis cattura palla a centrocampo e serve sul versante destro Lepore che all’ingresso dell’area spara un gran diagonale radente che si salva sul palo. Un brivido è corso lungo tutta la schiena dei 18mila del “Vigorito”. Le gambe tremano ed i primi minuti sono di continui rilanci, il Lecce si affaccia, il Benevento tiene e spazza via. Finché all’11esimo non è Cissè a presentarsi dalle parti di Bleve in contropiede. Ci prova Mazzeo a servire la punta, ma l’estremo difensore salentino è bravo ad intervenire in tuffo. Trascorsa la prima parte titubante, la squadra di Auteri riesce a conquistare qualche metro in più di campo ed al quarto d’ora la lotta si sposta nella zona nevralgica del terreno di gioco.E così, il Benevento inizia a giocare da Benevento e gli interpreti migliori salgono in cattedra. Poco dopo il 18′ nasce tutto dalla destra.

DSCF8969Dai piedi di Melara la scodellata del sogno, quello che si avvicina sempre più al salto di Mazzeo che brucia la marcatura di Abruzzese e ti testa insacca. Gli Stregoni prendono coraggio, la squadra salentina accenna la reazione ma non sfonda il muro che protegge Gori ed iniziano ad aprire varchi nelle zone arretrate. Tappeto rosso per la velocità di Karamoko Cissè che al 25′ lanciato da Mazzeo ci mette tutta la forza che ha in corpo. Il guineano vince un rimpallo con Camisa e si invola, freddando Bleve con un diagonale mancino che non lascia scampo. Raddoppio del Benevento e la corsa di tutti i compagni, tutti attorno al “pistolero”. Col raddoppio i padroni di casa provano a gestir palla e ad abbassare i ritmi, il Lecce si adatta e non affonda, ma al 35′ colleziona una nuova occasione sugli sviluppi di un calcio di punizione. A rendersi pericoloso su un errato disimpegno della retroguardia sannita è Curiale che in sforbiciata prova ad insaccare, ma è bravissimo Gori in uscita a mantenere la rete inviolata. Bastano 43′ minuti a Cissè per essere protagonista, poi però è costretto ad alzar bandiera bianca per un problema muscolare. Il guineano era reduce da un problema al quadricipite che, probabilmente, col passare dei minuti in campo si è riacutizzato. Al suo posto dentro Alessio Campagnacci che va a formare il tridente iniziale sceso in campo a Martina.

La Strega è incontenibile, non vuole solo vincere, ma stravincere con una prova di forza racchiusa in 90 minuti culmine di una stagione trionfale. In apertura di ripresa Isetto, sotto la direzione di Braglia, prova a mischiare le carte e ad aumentare il peso offensivo con l’ingresso di Moscardelli e Beduschi. Non basta per fermare la Strega con uno dei migliori in campo, Fabio Mazzeo. Sulla sinistra l’attaccante semina il panico, penetra in area e non lascia scampo. Palla in rete, Marotta ribatte, ma il gol è tutto dell’ex Perugia, che si lancia in una corsa di gioia che vorrebbe non finisse mai. Con lo stadio in festa, il Benevento gioca sul velluto e sfiora anche il poker: Marotta ne semina un paio in azione solitaria e dal fondo confeziona per Ciciretti. Palla leggermente dietro, il folletto romano prova a girarsi ma, alla fine, la sua conclusione viene contratta. Si attende soltanto lo scorrere dei minuti, quel countdown che porta alla festa e al sigillo impresso nella memoria, nella storia. I sanniti a suon di cori intonati fanno girar la sfera, il Lecce prova ad evitare la figuraccia, apprestandosi dalle parti di Gori, senza però scaturir alcun effetto.

Sarebbe bastato un punto per conquistare la matematica promozione, anche se matematica sul campo era già stata raggiunta, se non fosse stato per la penalizzazione. Vogliosi del traguardo ed affamati di gloria, agli Stregoni non sarebbe bastato festeggiare così. Vincere e stravincere per aprire la festa con il botto e così è stato. Una partita per centrare un obiettivo storico per la storia di questo club e mai raggiunto.

Adesso sì, adesso si può, Il “Vigorito” esplode e si lascia andare al boato. Gioia e sorrisi, misti a qualche pizzicotto sulla pelle dei più increduli. No, non stanno sognando. Il coro da intonare è proprio quello: “Serie B”.

La regia di Auteri ha dato vita al film col finale più bello che Benevento potesse sognare. Una storia iniziata tra scetticismo e caos, come nelle migliori trame, quelle che poi con un climax di emozioni e convinzioni coinvolge gli spettatori. I giallorossi hanno riacceso l’entusiasmo e la possibilità di credere nei sogni. Benevento ci ha creduto, il Benevento ci ha creduto ed, alla fine, il sogno è diventato realtà. Benevento, è Serie B. Adesso la festa può iniziare. Sarà una lunga notte nella Città delle Streghe 

Benevento (3-4-3): Gori; Padella, Lucioni, Mattera; Pezzi, De Falco, Del Pinto, Melara (65′ Angiulli); Mazzeo, Cissè (43′ Campagnacci – 50′ Marotta), Ciciretti; A disposizione: Piscitelli, Vitiello, Mazzarani, Troiani, Mucciante; Allenatore: Gaetano Auteri;

Lecce (3-4-3): Bleve; Legittimo, Abruzzese, Camisa (46′ Beduschi); Alcibiade, De Feudis, Papini, Lepore; Curiale (74′ Liviero), Caturano (46′ Moscardelli), Surraco; A disposizione: Benassi, Liviero, Mangione, Lo Sicco, Sowe, Salvi, Vecsei, Carrozza, Beduschi, Doumbia; Allenatore: Isetto;

Arbitro: Sig. Livio Marinelli di Tivoli (Grossi di Frosinone – Rossini di Padova);

Marcatori:18′ Mazzeo, 26′ Cissè, 50′ Mazzeo

Ammoniti: 29 Alcibiade (L);

Recupero: 1′ pt; 2′ st;


Pubblicato il:30 Aprile 2016 alle 7:30 pm

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